Quaranta milioni di euro per rafforzare i contratti di filiera, maggioricontrolli sulla provenienza del grano estero con l’uso di strumenti innovativi come risonanza magnetica, mappa genomica emappatura isotopica euna stretta sulle pratiche commerciali sleali, oltre a unpiano straordinario di investimenti per gli stoccaggi. Sono le principali richieste presentate da Coldiretti al tavolo della filiera del grano duro al Masaf, per affrontare una crisi che sta mettendo a rischio la sopravvivenza di migliaia di aziende agricole, minacciando anche la salute dei cittadini. In due anni il prezzo è passato da circa 35 euro al quintale agli attuali 27 euro, ben al di sotto dei costi di produzione, mentre i prezzi di pastaepane sugli scaffali restano elevati. In Sicilia si registrano offerte di acquisto fino a 19 euro al quintale per il nuovo raccolto. A pesare sul settore sono anche le frodi sull’origine, i tentativi di aggirare il sistema di trasparenza garantito dalla Commissione Unica Nazionale attraverso listini alternativi e le distorsioni provocate dalle importazioni durantelacampagna di raccolta. Solo dal Canada gli arrivi di grano sono aumentati del 55% in quantità amaggio, usando tra l’altro il glifosate vietato in Europa. Per Coldiretti va inoltre intensificata l’attività di vigilanza sulle pratiche commerciali sleali per verificare e sanzionare chi acquista il grano al di sotto dei costi di produzione sostenuti dagli agricoltori. Prioritario poi un piano di investimenti per il rinnovo della rete nazionale degli stoccaggi.
«Bisogna incentivare i nostri agricoltori in un momento in cui il grano ha un prezzo di vendita davvero molto basso rispetto al costo di produzione», ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida.