Se il blitz di Maldini eLeonardo in quel di Barcellona per incontrare Guardiola è durato quasi 48 ore, comprensivo di cena e lunga spiegazione del programma, allora vuol dire che non si è trattato di un banale sondaggio. Per il rispetto reciproco che i tre custodiscono delle rispettive carriere, Guardiola ha ascoltato ed espresso opinioni sul tipo di riforme da realizzare. Di qui la richiesta di qualche giorno di tempo per riflettere e comunicare la propria decisione che deve tener conto della scelta di vita presa qualche tempo fa, quando ha lasciato il City.
«Fidatevi di Pep, lui sì che ne sa», fa sapere Rodri, uno dei protagonisti del mondiale spagnolo. Il punto è esattamente il contrario: è Pep che deve decidere se smentire la sua scelta e tornare nell’arena indossando la «camiseta» azzurra. Nel frattempo Malagò, dopo giorni di evasività, conferma la trattativa con lo spagnolo e che i soldi alla fine non sono un problema: «Si sono fatte delle eccezioni, che possono riguardare Guardiola». Anche se «non è detto che la cosa vada in porto». Insomma, dialogo aperto. Il punto è che il tempo stringe, oggi c’è la finale di calcetto a cui partecipa con Mancini ma domani aMilano si presenterà all’assemblea dei club di A con Maldini eLeonardo edovrà per forza dire qualcosa di più. È già trascorso un mese dalla sua elezione e si avvicina la nuova stagione. Maldini, durante una intervista, ha esposto la sua idea innovativa di calcio. «Bisogna privilegiare la tecnica rispetto alla tattica e alla forza fisica. Io sono andato ad allenarmi in palestra da calciatore quando avevo quasi 30 anni». Segno che questo dev’essere il primo passo partendo dalle scuola-calcio e dalle nazionali giovanili. La conferma indiretta arriva dalla Spagna campione. Dice il suo ct: «I ragazzi sono cresciuti con l’idea di essere imigliori ». Come? Attraverso la tecnica, l’uno contro uno.