Donald Trump prepara l’ennesimo capitolo della guerra dei dazi. Mentre si avvicina la scadenza delle tariffe globali del 10% introdotte afebbraio, la Casa Bianca starebbe mettendo a punto una nuova architettura legale per imporre tariffe su circa 60 Paesi già apartire da questa settimana, evitando di ricorrere ai poteri d’emergenza utilizzati per i dazi «reciproci» del “Liberation Day“, dopo che la Corte Suprema ha dichiarato illegittimoil ricorso aquella base giuridica. Lo rivela il Financial Times, citando fonti informate. Secondoilquotidiano britannico, i funzionari dell’amministrazione hanno predisposto diverse opzioni per consentire al presidentedi introdurre nuove tariffe, anche se una parte dei suoi consiglieri preferirebbe un approccio piùprudente. I nuovi dazi, compresi tra il 10% e il 12,5%, si baserebbero sui risultati di un’indagine avviata a marzo sulle pratiche di lavoro forzato ai sensi della Sezione 301del Trade Act del 1974. Questa strategia consentirebbe a Trump di superare gli ostacoli giuridici emersi dopoladecisione della CorteSuprema. Le nuove tariffe dovrebbero rimanere sostanzialmente in linea con quelle del 10% già in vigore, ma l’amministrazione starebbe lavorando anche ad altre indagini che potrebbero fornire il fondamento legale per introdurre balzelli più elevati. Fra i dossier aperti figura anche un’indagine sull’eccesso di capacità produttiva che coinvolge numerosi partner commerciali degli Stati Uniti, tra cuiUe, Cina, Singapore, Svizzera, Norvegia, Indonesia, Malesia, Cambogia, Thailandia, Corea del Sud, Vietnam, Taiwan, Bangladesh, Messico, Giappone e India. Dietro le quinte, tuttavia, cresce il fronte di chi invita il presidente alla prudenza. Alcuni consiglieri della Casa Bianca temono che una nuova escalation commerciale possa provocare ulteriori scosse all’economia americana a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato di novembre. Per questo avrebbero suggerito a Trump di rispettare gli accordi raggiunti nel 2025 per ridurre le tariffe. Nel frattempo, dopo l’annuncio di dazi del 50% su alcune categorie di prodotti importati dal Canada, il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti, Jamieson Greer, ieri ha ribadito che l’obiettivo dell'amministrazione resta quello di ridurre il deficit commerciale con Ottawa.
Trump ci riprova con i dazi, pronto a colpire sessanta Paesi
Scritto il 22/07/2026
da Camilla Conti

