Donald tentato dalla guerra totale. "Pronti a colpire tutti i siti nucleari"

Scritto il 22/07/2026
da Valeria Robecco

Ma il tycoon: "L'Iran non ha ancora visto nulla". Bahrein, raid pasdaran su centro Amazon

Donald Trump si sta avvicinando a un bivio decisivo nella guerra contro l'Iran. I funzionari americani e israeliani prevedono infatti solo due possibili scenari: perseguire un nuovo cessate il fuoco di dieci giorni volto alla riapertura dello Stretto di Hormuz, oppure lanciare una massiccia campagna militare congiunta con lo Stato ebraico per costringere Teheran alla capitolazione.

Come riporta Axios, il presidente Usa non ha ancora sciolto la riserva, ma i funzionari ritengono i prossimi giorni decisivi per determinare quale strada prevarrà, con uno spazio sempre più ristretto per il logorante conflitto che sta paralizzando il Golfo. "Non abbiamo ancora finito. L'Iran non ha ancora visto nulla, finora siamo stati gentili", sottolinea tuttavia il tycoon ribadendo che gli Stati Uniti colpiranno "presto e in modo pesante Pickaxe Mountain", il sito dove si sospetta Teheran abbia nascosto le centrifughe per l'arricchimento dell'uranio.

"Non lasceremo l'Iran in questo momento poiché non abbiamo ancora finito", prosegue, assicurando che "ogni sito a cui stanno pensando per il nucleare, lo colpiremo e lo colpiremo con forza". Qatar, Egitto, Pakistan e altri mediatori regionali hanno presentato a Washington e Teheran una proposta per una tregua, come riferiscono ad Axios due fonti regionali, che porrebbe fine ai combattimenti, riaprirebbe entrambe le rotte marittime attraverso Hormuz e darebbe alle parti la possibilità di salvare il loro memorandum d'intesa. L'amministrazione Trump la sta valutando e ha esortato Israele a evitare passi che potrebbero chiudere la finestra diplomatica.

Allo stesso tempo, tuttavia, il sito riferisce che gli Usa si stanno preparando al fallimento dei colloqui, e negli ultimi giorni l'esercito ha inviato nella regione decine di aerei da combattimento e aerei cisterna, radunando le forze necessarie per una grave escalation. Secondo il Washington Post, che cita informazioni di intelligence, è improbabile che la Repubblica islamica subisca un impatto significativo o ammorbidisca le sue posizioni al tavolo delle trattative in seguito alle nuove ondate di raid militari. E sempre secondo il quotidiano, il Pentagono è a corto di fondi e il ministro della Difesa Pete Hegseth si rivolgerà nelle prossime ore al Congresso per affrontare il nodo, che sta diventando sempre più pressante (tanto che la carenza di risorse sta spingendo il dipartimento a limitare le attività di addestramento e manutenzione).

Il Congresso chiuderà a giorni e il timore del Pentagono e della Casa Bianca è che deputati e senatori si assentino senza aver approvato gli 87 miliardi di dollari di fondi freschi per far fronte al conto sempre più salato che il conflitto sta presentando. La Casa Bianca ha chiesto questi fondi per aiutare a coprire i costi della guerra, ma a Capitol Hill è stallo e i tempi stringono, visto che giovedì i deputati lasceranno la Camera per un mese per le vacanze estive. E mentre Trump non appare preoccupato dall'impatto che il conflitto può avere sulle midterm ("Sto solo cercando di fare la cosa giusta", ha affermato cercando di rassicurare il partito e di spiegare le sue motivazioni agli elettori). Il Pentagono, intanto, ha fatto sapere che quasi 100 militari americani sono rimasti feriti dal 7 luglio, la maggior parte dei quali ha riportato commozioni cerebrali lievi. Mentre la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha anticipato che il comandante in capo avrebbe partecipato ieri sera alla cerimonia di trasferimento dei militari caduti in Giordania presso la base aerea di Dover. "Ogni volta che l'Iran uccide un soldato Usa, pagherà a caro prezzo quell'uccisione, e molte volte tanto", scrive Trump su Truth, aggiungendo che "questa direttiva è stata trasmessa a Hegseth, al capo di Stato maggiore congiunto Daniel Caine e a tutti i vertici militari". I Pasdaran, da parte loro, rivendicano di aver distrutto un data center di Amazon in un attacco in Bahrein, "in risposta all'aggressione e all'attacco perpetrati dall'esercito statunitense contro le strutture civili e in costruzione di Darkhovin". L'esercito del Kuwait - riporta Al Jazeera - ha riferito ieri di essere sotto attacco da missili e droni, mentre il Bahrein ha fatto suonare le sirene d'allarme.