Un incubo che continua. Anche se adesso riesce a parlare, è ancora molto lunga la convalescenza che dovrà affrontare Ljubisa Karović, l'imprenditore serbo di 61 anni risucchiato verso l’esterno dopo la rottura del finestrino in corrispondenza della fila 11F del volo Ryanair dello scorso 10 luglio decollato da Salonicco e diretto a Monaco di Baviera.
Le prime parole dell’uomo
"L'esplosione è ciò che ricordo di più", afferma l'imprenditore serbo in un'intervista al The Guardian. Con la testa sorretta da un collare ortopedico e lo sguardo perso nel vuoto, al quotidiano britannico spiega chiaramente come si sente adesso. "È il rumore che precede il caos, il rumore che è sempre presente quando chiudo gli occhi per dormire". Il dolore, come è comprensibile che sia, tormenta Karović che è stato salvato dalla moglie e da altri passeggeri che lo hanno tirato verso l’interno prima che fosse troppo tardi.
“Fortunato a essere vivo”
“Sono fortunato”, sottolinea nel corso della chiacchierata con il giornalista britannico. “Non ricordo molto e ho ancora mal di testa e collo, ma sono ancora vivo. Potrebbe essere stata la cintura di sicurezza, il fatto che fossi ancora allacciato. Ma forse è il destino. Credo in Dio e lo ringrazio ogni giorno”. A quattro giorni dalle dimissioni dall’ospedale dove era ricoverato dal giorno dell’incidente, lo choc è ancora molto forte. Il suo avvocato greco, Vasilis Tsiaras, descrive questo padre di due figli, magro e scattante, come un "sopravvissuto per caso".
Il racconto del suo avvocato
“Ljubisa è stato a un passo dalla morte. Quando la cabina ha perso pressione, è stato sbalzato fuori dal finestrino dal petto in su e ha perso immediatamente conoscenza. Si trovava su quell'aereo diretto in Germania per festeggiare il compleanno di suo fratello. Invece, a 4.500 metri di altitudine, si è ritrovato con la testa e il braccio destro fuori dall'aereo, che viaggiava a una velocità di oltre 600 km/h. Immaginate! Ha guardato la morte, quell'altro mondo, ed è tornato indietro”, ha dichiarato Tsiaras senza giri di parole.
I ricordi della moglie
Dopo essere stata intervistata qualche giorno fa dal media serbo Nova dichiarando che il marito non fosse ancora in grado di parlare, la moglie Svetlana Grković ha aggiunto dei particolari sul salvataggio del marito. “Anch'io mi sono precipitata lì. Nessuno dell'equipaggio di cabina ha prestato soccorso. Sono stati i passeggeri - ha raccontato - Un uomo, credo albanese, è stato incredibile. Ha fatto tutto il possibile per tirarlo dentro e poi ha cercato di bloccare il finestrino, prima con una borsa che è stata subito risucchiata fuori e poi con una valigia, che ha funzionato. Gli saremo eternamente grati”.
La querelle con Ryanair
Se la compagnia low-cost irlandese ha difeso l'operato del suo personale affermando che l'equipaggio di cabina ha svolto un "lavoro fenomenale", l'avvocato Tsiaras non è d’accordo con questa affermazione sostenendo che, mentre il figlio di Karović, Danjell, che ha prenotato il volo, è stato contattato dalla compagnia, né Ljubisa né Svetlana sono stati chiamati o hanno ricevuto assistenza o supporto.
“Non abbiamo nulla da ridire sul pilota, che ha seguito i protocolli di sicurezza e ha gestito la situazione in modo eccellente”, ha sottolineato l’avvocato della famiglia coinvolta riferendosi alla rapida discesa a cui sono costretti in caso di perdita di pressione in cabina. “Il mio cliente è svenuto due o tre volte, una volta fuori dall'aereo quando è stato parzialmente risucchiato fuori dal finestrino, e due volte all'interno quando, di nuovo, ha perso conoscenza. In nessun momento l'equipaggio di cabina si è offerto di aiutarlo”.
Ryanair, però, ha contestato questa affermazione dichiarando che nel corso della procedura di depressurizzazione e la rapida discesa a quote inferiori, tutti i passeggeri e l'equipaggio di cabina sono tenuti ad allacciare le cinture di sicurezza e indossare le maschere d'ossigeno. "Non appena l'aereo è sceso a una quota di sicurezza, il nostro personale di cabina si è preso cura del signor Karović, assistendolo e spostandolo in un altro posto (accanto alla moglie) e ha predisposto la presenza di un medico a bordo che li avrebbe assistiti fino all'atterraggio in sicurezza a Salonicco. Hanno inoltre predisposto la presenza di assistenza medica all'arrivo a Salonicco", ha dichiarato la compagnia aerea in un comunicato al The Guardian.
Riprendendo le testimonianze del passeggeri presenti sul volo, l’avvocato Tsiaras ha raccontato che il personale di cabina era paralizzato dalla paura. “Tutti concordano sul fatto che l'equipaggio fosse sotto choc, temendo che l'aereo stesse per schiantarsi. Sono stati gli altri passeggeri a intervenire e a dare acqua a Ljubisa”.
Nulla, per Karović, sarà più come prima: proprietario di una fabbrica di alluminio con sede in Serbia che da anni esporta merci in tutto il mondo e da sempre un assiduo viaggiatore in aereo, rabbrividisce al solo pensiero di dover prendere nuovamente un volo.

