Nella soffiata via mail lo scontro tra "livelli" dello strano attentato

Scritto il 22/07/2026
da Giulia Sorrentino

Con venti righe un anonimo ha indirizzato la Procura su uno dei presunti attentatori di Ranucci. "La camorra non c’entra"

Qualcuno ha provato a vendere la banda. E ora spunta un nuovo volto che può diventare centrale nella narrazione, nonostante per lui non siano state previste misure cautelari. Partiamo da una mail scovata tra le migliaia di pagine del fascicolo sull'attentato del 16 ottobre scorso contro Sigfrido Ranucci che oggi, a 20 giorni dalla svolta dell'inchiesta con il coinvolgimento di Valter Lavitola e Clesio Gomes, assume un valore importantissimo per gli inquirenti. Si tratta della mail (anonima) spedita alle 00 e 28 del 6 aprile scorso alla segreteria del pubblico ministero Carlo Villani.

Nell'oggetto della mail c'è scritto: «Regalo di Pasqua». Un testo di appena 20 righe in cui il mittente del messaggio pensa di indirizzare il magistrato sulle tracce di Antonio Passariello, uno dei componenti della banda accusata di aver piazzato la bomba a Pomezia sotto casa del conduttore di Report. L'incipit del testo è quanto mai indicativo: «Dottor Villani, vi do una mano a prendere quel deficiente che ha fatto quel casino fuori casa di Ranucci». Non si tratta di un mitomane. Ma di un uomo in possesso di notizie attendibili. Un amico di uno degli indagati e che con ogni probabilità era a conoscenza dell'attentato sin dall'inizio. Per questo ora è importante comprendere per gli inquirenti se l'abbia mandata di sua iniziativa o se sia stato il suo capo a indirizzarlo: quale è la dinamica che ha scaturito quella decisione?

Nel testo della mail il mittente anonimo vuole orientare le indagini su Antonio Passariello, che poi sarà arrestato il 30 giugno scorso con l'accusa di aver preso parte insieme a Pellegrino D'Avino, Saverio Mutone e Marika De Filippis all'azione contro Ranucci. Ma i pm sapevano già tutto. Erano a conoscenza dei nomi degli indagati ben prima di quella mail. Ma è ritenuto centrale il fatto che nel testo si inseriscano dettagli importanti come le frequentazioni di Passariello, il numero di cellulare e i contatti con alcuni esponenti della criminalità locale. Nel testo si fa esplicito riferimento a questo messaggio: «Dottor Villani, la camorra non c'entra nulla». Ora però c'è la volontà di allargare l'orizzonte e il contesto di quella mail. C'è un'ipotesi sul tavolo, che non si può escludere. E se «quella soffiata», arrivata in momento delicato per le indagini, nei giorni in cui trapelavano le prime notizie sui giornali, fosse stato un regolamento dei conti tra i vari livelli che hanno contribuito a organizzare l'attentato? Per gli inquirenti il mandante dell'attentato è Valter Lavitola, l'intermediario è Clesio Gomez, che si trova in Camerun, e poi la manovalanza. C'è un dettaglio che colpisce: la precisione della lettera e il destinatario esatto (Carlo Villani).

Altro elemento: il mittente è di Torre del Greco, che non è la stessa zona dalla quale sono partiti i componenti della banda. Quale il collegamento tra i due mondi? Va detto, che dopo la mail, si mette in moto la macchina investigativa per risalire all'autore anonimo. Che sarà individuato in Davide Netti, un uomo legato alla criminalità locale, uscito nei mesi scorsi dal carcere. Se Netti avesse agito su ordine del livello alto? Se fosse stato quel «Corrado», citato nelle carte e mai individuato, a ordinare a Netti di spedire la mail anonima per far saltare il tappo? Più passano le ore e più si ha la sensazione che si stia giocando una partita a più livelli, tra mezze frasi, soffiate e messaggi in codice. Si potrebbe quindi decidere di sentire di nuovo Netti per chiarire i dubbi sollevati da questa mossa?