Elon Musk sfida Christopher Nolan e promette la sua Odissea. Non un nuovo kolossal hollywoodiano, ma un film interamente generato dall’intelligenza artificiale. E, soprattutto, una versione che il fondatore di SpaceX assicura sarà “storicamente accurata” e fedele all’opera di Omero.
L’annuncio è arrivato attraverso X. “Prima della fine di quest’anno, Grok Imagine realizzerà un film completo dell’Odissea che sarà storicamente accurato e fedele all’arte di Omero”, ha scritto Mister Tesla. Musk ha anche rilanciato un filmato di circa tre minuti che - secondo l’utente che lo ha pubblicato - sarebbe stato creato proprio con Grok. Nel video viene rappresentato un incontro tra Ulisse e la ninfa Calipso.
Before this year ends, Grok Imagine will make a full-length movie of The Odyssey that is historically accurate and true to the art of Homer https://t.co/bVHzUmY9WN
— Elon Musk (@elonmusk) July 22, 2026
Più che una semplice dimostrazione delle potenzialità della sua piattaforma, quella di Musk è una risposta diretta al film di Nolan, uscito nelle sale negli scorsi giorni e accolto quasi unanimemente dalla critica, nonostante le critiche per le scelte considerate woke da diversi commentatori. Il successo della pellicola non ha impedito all’imprenditore sudafricano di attaccare ripetutamente il regista, contestandone in particolare alcune scelte di casting.
La nuova Odissea cinematografica vede Matt Damon nei panni di Ulisse e Anne Hathaway in quelli di Penelope. Nel cast figurano anche Lupita Nyong’o ed Elliot Page. Proprio la presenza dell’attrice premio Oscar, scelta per interpretare Elena di Troia e Clitennestra, e dell’attore transgender nel ruolo di Sinone ha alimentato le polemiche rilanciate dallo stesso Musk.
Prima dell’uscita del film, il proprietario di X aveva condiviso messaggi particolarmente duri contro Nolan, accusandolo di aver sacrificato la fedeltà storica sull’altare del consenso hollywoodiano. “Nolan vuole i premi”, aveva scritto Musk, aggiungendo che il regista avrebbe “perso la sua integrità”. Nonostante la bagarre social, i numeri stanno premiando il cineasta. Come riferisce il Guardian, l’Odissea ha incassato 264 milioni di dollari nel primo fine settimana di programmazione mondiale, ottenendo inoltre il 97 per cento di giudizi positivi da parte del pubblico su Rotten Tomatoes.
Lupita Nyong’o aveva già risposto nelle scorse settimane: “Il nostro cast rappresenta il mondo. Non passo il mio tempo a pensare a una difesa. Le critiche esisteranno indipendentemente dal fatto che io decida di affrontarle o meno”. Nolan, da parte sua, ha scelto di liquidare le contestazioni senza alimentare ulteriormente lo scontro. Il regista ha spiegato che le polemiche “fanno parte del gioco”, sottolineando l’inutilità delle discussioni nate prima ancora dell’arrivo della pellicola nelle sale: “Queste conversazioni che avvengono prima che le persone vedano il film sono sempre irrilevanti, perché nessuno di quelli che vi partecipano sa ancora che cosa sia realmente il film”.
Ma il duello tra Nolan e Musk non riguarda soltanto l’interpretazione dei poemi omerici. Sullo sfondo c’è anche un altro dossier: il ruolo dell’AI nell’industria cinematografica. Il regista di Oppenheimer non sembra particolarmente impressionato dalle promesse della Silicon Valley: “L’idea che possa sostituire completamente gli esseri umani e la creatività umana, per me, è una sciocchezza”. Nolan ha inoltre aggiunto di non aver mai visto “una tecnologia adottata con tanto successo da Wall Street, dagli investitori e dalle aziende tecnologiche che il pubblico abbia respinto in modo così netto”.
Musk, invece, punta proprio sull’intelligenza artificiale per dimostrare che un’altra Hollywood è possibile. La sua Odissea dovrà però superare almeno due prove. La prima è tecnologica: realizzare entro pochi mesi un lungometraggio coerente, credibile e realmente fruibile. La seconda è artistica: dimostrare che un algoritmo può confrontarsi con Omero e con uno dei registi più celebrati della sua generazione senza produrre soltanto un lungo e costoso esperimento digitale.

